Thailandia al voto, con una nuova costituzione
Domenica 23 si vota nello stato indocinese a un anno dal golpe militare. Con una nuova Costituzione
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Buonenuove Domenica 23 dicembre in Thailandia si vota per il ritorno alla democrazia, dopo un anno di potere militare. Il golpe del 19 settembre 2006 che allontanò Thaksin Shinawatra ha esaurito la sua spinta e i militari hanno adesso dato una nuova Costituzione al Paese. Che cerca di dimenticare il Berlusconi d’Asia, ma non è detto che questo obiettivo possa essere raggiunto.

Thaksin. Gli elettori si vedono proporre dai partiti in lizza: gas a prezzi scontati, tagli fiscali, autostrade più efficienti e scuola gratis. Tutto già presente nei programmi – non sempre, ma in qualche caso attuati – del magnate accusato di corruzione e conflitto d’interessi in partecipazioni statali. Tanto da dover fuggire in Inghilterra, dove si dedica all’attività di presidente del Manchester City.
Chang Mai. Nella capitale settentrionale del traffico d’oppio gli elettori del Thak Rai Thai sono ancora maggioranza, e voteranno per il vecchio premier. I cui programmi di populismo economico vengono riecheggiati dai partiti in lizza, con promesse ribattezzate ”irrealizzabili” dagli osservatori esterni. I pro-Thaksin si chiamano ‘partito del Potere popolare’ e si ripropongono il suo rientro. La candidata locale del Ppp, Chinnicha Wongsawat, promette sanità assistita e accesso al microcredito. Chinnicha è nipote di Thaksin e ha 26 anni: è alla sua prima campagna elettorale. La madre, ex parlamentare, si è vista rigettata la candidatura, insieme con altri 111 ex notabili del Thai Rak Thai. La Corte suprema ha reso illegale il partito e ha escluso per cinque anni da ogni candidatura i suoi dirigenti.

Facce nuove. “Se ti vuoi comprare dei Levi’s originali, perché accontentarti di un falso?” ha dichiarato Chinnicha, per spiegare la sicura conferma di Thaksin. Nelle liste si vedrà qualche faccia nuova a rimpiazzare gli esclusi, e dei dinosauri rimessi in servizio, come il leader del Ppp Samak Sundaravei, ex manager statale.
Partito Democratico E’ il maggiore oppositore dei pro-Thaksin, capeggiato da Abhisit Vejajiva, candidato premier. Promette entro 100 giorni quattro riforme: dalla scuola gratis a gas e riscaldamento calmierati. “Purtroppo nessuna delle promesse dei candidati è realizzabile”, recita l’editoriale del Bangkok Post. E neanche il Pd ha una fama specchiata, visto che nella provincia di Phrae il candidato Charnchai Silapauaychai è stato ucciso il 22 ottobre mentre faceva jogging. Charnchai era appena passato dalla sua storica militanza democratica, al Ppp. Per il suo omicidio sono state arrestati in cinque. Il capo della banda è cugino di un politico locale eletto tre volte per il Pd. Che ha negato ogni coinvolgimento. Ma a Phrae, cosi come in parecchie altre province thai, il partito pro-Thaksin straccia adesso i Democratici nei sondaggi.
tratto da http://www.peacereporter.net