CONFINDUSTRIA/ THAILANDIA STUDIA IL DISTRETTO CERAMICO ITALIANO
Bologna, 22 gen. (Apcom) - La Thailandia guarda con interesse al sistema industriale italiano della ceramica per comprenderne meglio i fattori di successo, la storia e le strategie, con l’obiettivo di migliorare il livello tecnologico e della manodopera nell’industria tailandese. Per questo Surachet Sittikit, docente della King Mongkut’s University of Technology North Bangkok, ha iniziato la raccolta di informazioni per un’indagine commissionata dal ministero dell’Industria del Governo thailandese intervistando il direttore di Acimac (l’associazione dei produttori italiani di tecnologia per la ceramica aderente a Confindustria, che ha sede nel modenese) Paolo Gambuli.
Sittikit, fanno sapere dall’associazione, ha raccolto notizie sulla collaborazione tra fornitori di macchine e produttori di ceramica, sulle caratteristiche vincenti che, ancora oggi, rendono il ’sistema Italia’ leader al mondo nel settore, ma anche sulle sfide legate alla competizione internazionale. Particolare attenzione è stata riservata ai temi dell’istruzione e della formazione tecnica del personale, oltre che all’innovazione tecnologica.
Con una produzione di circa 140 milioni di mq/anno, la Thailandia è il decimo paese produttore di piastrelle ceramiche al mondo. Le vendite oltre confine sono pari a 27 milioni di metri quadrati e la attestano nella top ten dei paesi esportatori. Il consumo interno è pari a 121 milioni di metri quadrati, dei quali 20 milioni provengono dalle importazioni. L’export nei paesi asiatici (Cina esclusa) dei produttori italiani di macchine per ceramica, nel 2006, ha raggiunto i 120 milioni di euro, pari al 9,6% delle esportazioni totali.
tratto da http://notizie.alice.it
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