Me ne vado in Thailandia

Qui arrivano più visitatori di ogni altro Paese dell’Asia sud-orientale. La Thailandia ha spiagge bellissime, natura incontaminata, testimonianze archeologiche e artistiche di antiche civiltà. La cultura del sorriso e dell’ospitalità caratterizza il suo popolo, la cucina non teme confronti, e il suo sistema di trasporti è efficiente. Non solo: il costo di un viaggio nel “paese degli uomini liberi” è più contenuto rispetto ad altre mete. La Thailandia non si è fatta fermare né dallo tsunami del 2004 né dalla crisi finanziaria del ’97: la sua rincorsa verso il progresso, avviata negli anni ’80, sta trasformando con gradualità quello che fino a 20 anni era un Paese ancora tutto agricolo in una delle “tigri asiatiche”. Grazie a un export vivace sostenuto da accordi di libero scambio, un trend favorevole nel settore dei servizi e un’agricoltura che punta alle coltivazioni più redditizie, supera le incertezze degli investitori stranieri per la situazione politica del Paese e le elimina grazie alla sua buona rete di infrastrutture. Per saperne di più Millionaire ne ha parlato con Luca Vianelli, responsabile della Camera di commercio italo-thailandese di Bangkok.
Qual è il panorama economico attuale in Thailandia?
«La Thailandia è tra le principali economie asiatiche e la sua industrializzazione è già avanzata: basta pensare che la sua manodopera (con 90 euro di salario minimo) è più costosa rispetto a quella di India, Cina e Vietnam, al punto che alcuni investitori occidentali preferiscono collocare altrove i propri capitali. Al momento, il Paese vive una leggera battuta di arresto, conseguente al colpo di stato del settembre 2006, in cui il Primo ministro è stato sostituito da un governo militare.

di Maria Spezia - Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo . L’articolo è pubblicato su Millionaire di dicembre 2007.

tratto da http://www.millionaire.it

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