UNC: cominciamo a distinguere il suino leggero da quello pesante
“L’Unione europea ha dovuto contingentare l’importazione di manioca dalla Thailandia. Con il Regolamento CE n. 1475/2007 il contingente è stato limitato a 21 milioni di tonnellate, ma se ne importa una marea da ogni parte del mondo, specialmente nei Paesi europei che producono il suino cosiddetto leggero. Il motivo è molto semplice, costa molto meno dei mangimi tradizionali, che in Italia sono impiegati per l’allevamento del suino pesante”.
A ricordarlo è l’Unione Nazionale Consumatori (UNC), che in una nota precisa: “Questo dovrebbe essere distinto nei prodotti finali in tutte le possibili forme, sia nei salumi che nelle carni fresche, da quello estero. Su questo non si dovrebbe nemmeno discutere, perché le carni sono di qualità completamente diversa, sono proprio due prodotti diversi”.
Infatti – secondo l’associazione - i suini leggeri provenienti dall’estero:
- sono suini molto più giovani, con carni ancora non formate quindi insipide;
- sono alimentati con la manioca che rende le carni bianchicce e insipide (a proposito è lo stesso Ministro dell’Agricoltura olandese che va in Sudamerica a comprare le navi di manioca per gli allevatori);
- c’è la possibilità che presentino un grasso molle e giallastro perché alimentati anche con soya integrale ricca di olio, sempre a basso costo;
- c’è la possibilità che le carni abbiano un leggero retrogusto di pesce, dovuto alle ammine delle farine di pesce, con le quali all’estero si alimentano i suini.
“Questi mangimi – prosegue l’UNC - abbassano il costo chilo/carne, ma anche la qualità delle carni e di conseguenza la qualità dei salumi ottenuti con queste carni. In Italia per produrre il suino pesante destinato al circuito dei prosciutti DOP, come quello di Parma e San Daniele, quindi con le cosce tatuate, si può inviare il suino al macello solo dopo 9 mesi, in media sopra i 10 mesi, e solo con un peso medio superiore ai 156 Kg. Le carni del suino pesante sono molto più mature e saporite, rispetto al suino leggero che è macellato a 5-6 mesi di vita e con un peso medio di 100-110 Kg. Esiste poi un protocollo rigidissimo nella mangimistica del suino pesante proprio per garantire alle carni la qualità, definita da tutti la più alta del mondo. La qualità delle carni costa di più e bisognerebbe distinguere i due prodotti, per legge, con delle etichette appropriate, sia nelle carni fresche sia nei salumi”.
E conclude: “Produrre dei salumi con le carni dei suini leggeri e venderli come salumi italiani è una vera e propria truffa nei confronti dei consumatori. Lo stesso vale per la carne fresca, la differenza tra una braciola di suino pesante e di leggero è enorme, sia nel gusto, sia nella tenerezza, sia nella sicurezza alimentare, sia nella qualità del grasso, sia nella rintracciabilità ecc”.
tratto da http://www.prontoconsumatore.it