L’agroalimentare “made in Siena” va avanti, mette a segno un aumento dell’export, va alla conquista di nuovi mercati.
La Camera di Commercio senese si mobilita anche per proteggere i prodotti del territorio e combattere la concorrenza sleale. A far crescere l’export, sono stati, in particolare, i prodotti tipici, con il vino in testa. Si accorciano le distanze fra l’Estremo Oriente e Siena che, con la Camera di Commercio, dal 22 al 25 aprile, mette in vetrina prodotti, sapori e territorio a Singapore alla “Food and Hotel Asia”.
L’affermazione in questo lontano, quanto conveniente, mercato richiede, dice il presidente della Camera di Commercio Vittorio Galgani, “un progetto articolato. Le aziende senesi ritorneranno in Estremo Oriente: dal 21 al 25 maggio, saranno in Thailandia, al Thaifex, appuntamento dell’agroalimentare mondiale. Le imprese di vino, olio d’oliva, formaggi, dolci, altri ammessi dalla legislazione di Singapore e Thailandia, parteciperanno ad incontri con gli operatori. L’agenda programmata massimizza la missione, facilita chi affronta per la prima volta questi mercati, avvia contatti preferenziali”.
Queste azioni sono passi concreti per la penetrazione dell’agroalimentare senese di qualità in queste importanti piazze asiatiche, crocevia di flussi dell’Estremo Oriente, dice il segretario generale della Camera di Commercio Lorenzo Bolgi. “L’apertura di questi Paesi verso l’Occidente ha alimentato interesse per le nostre tradizioni. Alla parte commerciale abbiamo affiancato azioni per valorizzare la nostra cultura, le eccellenze della qualità, territorio, storia del made in Siena”. Singapore, va avanti Galgani , anche per l’alto reddito , “è un riferimento per l’economia asiatica e mondiale. L’alta competitività industriale per i bassi costi e l’avanzata tecnologia rende conveniente puntare ad altri settori di nicchia, come l’agroalimentare”.
Sapori senesi nel mondo è parte di un più grande progetto nazionale ICE e Unioncamere . Comunque, conclude Galgani, “il problema della nostra competitività è aperto. E’ essenziale una valida politica internazionale che, sostenuta da iniziative coordinate e strumenti finanziari, promuova e tuteli le denominazioni di origine, combatta la concorrenza sleale”.
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