1988-2008. VENTI ANNI DI RICERCHE DEL PROGETTO ARCHEOLOGICO THAI-ITALIANO IN THAILANDIA CENTRALE
Martedì 17 giugno appuntamento all’Isiao con l’Archeologia della Thailandia. Ne parlerà Roberto Ciarla, direttore del progetto archeologico Thai-Italiano nella regione di Lopburi, tra le più importanti province storiche della Thailandia centrale. Presiederà la conferenza il professor Gherardo Gnoli, presidente dell’Istituto.
E’ questo il penultimo appuntamento del ciclo di conferenze “Archeologia italiana in Asia e Africa. Le missioni dell’Isiao”; ciclo organizzato dall’Istituto Italiano per l’Africa e l’Oriente al fine di far conoscere e apprezzare ai suoi soci e al pubblico degli appassionati le sue attività di ricerca archeologica.
Martedì 17 giugno, alle ore 17:00, presso la Sala Conferenze dell’Istituto (Via Ulisse Aldrovandi 16/A, quartiere Parioli), si terrà la conferenza “1988-2008. Venti anni di ricerche del Progetto Archeologico Thai-Italiano nella regione di Lopburi (Thailandia centrale)”.
Il relatore sarà il dottor Roberto Ciarla, co-direttore del progetto, la cui denominazione ufficiale è “Lopburi Regional Archaeological Project (LoRAP)” posto sotto l’egida dell’Isiao e del Dipartimento di Belle Arti della Thailandia (Thai FAD) in collaborazione con il Museo Nazionale d’Arte Orientale “Giuseppe Tucci” (Via Merulana, 248-Roma). Come nei precedenti appuntamenti, l’incontro sarà presieduto dal professor Gherardo Gnoli, Presidente dell’Isiao.
Il dottor Ciarla illustrerà le attività di ricerca del progetto e i risultati conseguiti nell’arco di venti anni: dalle prime attività di scavo, nel 1988, nel sito pre-protostorico di Tha Kae alle ultime scoperte effettuate nel 2007 nel comprensorio archeologico-minerario di Khao Sai On. In quest’area a ca. 15 km dalla città di Lopburi, l’antica Lavo estremo avamposto occidentale del regno Khmer, è stata portata alla luce, nel sito di Noen Din, un’area cimiteriale del tardo 1 millennio a.C. (Età del Ferro) e a poca distanza, nel sito di Khok Din, un’area di attività metallurgiche della prima Età del Ferro, consistenti nella sgrossatura della roccia madre e successiva fusione del rame. Nel corso della conferenza di martedì 17 giugno saranno inoltre presentati, anche questi per la prima volta, gli esiti delle indagini condotte nel sito di Phu Noi, databile all’inizio del 1 millennio a.C. (Età del Bronzo), come anche saranno illustrati i risultati
delle attività di conservazione e restauro dei manufatti scoperti nelle sepolture e nei livelli abitativi dei siti scavati.
Un aspetto molto rilevante della missione congiunta Isiao-Thai FAD è poi legato alle iniziative nate in collaborazione con altri progetti di ricerca, come il progetto thai-americano “Thailand Archaeometallurgy Project” (TAP), e con importanti istituzioni locali, come l’Università Silpakorn di Bangkok. Grazie a quest’ultima cooperazione è stato possibile portar avanti progetti volti a sostenere la ricerca scientifica, la formazione nelle tecniche di conservazione-restauro e la valorizzazione/promozione dei beni culturali locali. In questa prospettiva, ricorda il dottor Ciarla, «le nostre ricerche non devono soltanto fornire risultati vantaggiosi per la comunità scientifica ma devono essere anche occasione di sviluppo sostenibile e produrre stimoli d’avanzamento sociale ed economico per le comunità locali».
L’Isiao è un ente pubblico che opera sotto la vigilanza del Ministero degli Affari Esteri per favorire la conoscenza del mondo asiatico ed africano.
L’ente, che è sorto nel 1995 dalla fusione dell’IsMEO (”Istituto Italiano per il Medio ed Estremo Oriente”) e del IIA (Istituto Italo-Africano), ha tre sedi: a Roma, a Milano e a Ravenna. La missione dell’istituto è quella di operare nel campo della promozione culturale al fine di avvicinare l’Italia ai Paesi dell’Africa e dell’Asia e alle loro culture.
L’Isiao, nel corso degli anni, ha istituito centri di studio e di ricerca, organizzato mostre e conferenze, patrocinato convegni e seminari specialistici, edito riviste e pubblicazioni di alto valore accademico, ha finanziato importanti campagne archeologiche, istituito corsi di lingue e culture africane e orientali, sottoscritto convenzioni e gemellaggi con analoghi enti accademici sia italiani che stranieri, realizzando tutto ciò con la collaborazione dei suoi soci e di un gran numero di esperti e docenti di formazione africanistica e orientalistica. Dall’anno di fondazione, l’Isiao è presieduto dal professor Gherardo Gnoli.
qui la fonte
Tags: archeologia, Gherardo Gnoli, Khao Sai On, Khmer, Khok Din, Phu Noi, Progetto Archeologico Thai-Italiano