CAMBOGIA/ DISPUTA TEMPIO, PHNOM PEHN: PRESTO INCONTRO CON BANGKOK
Phnom Pehn, 16 lug. (Ap) - I governi della Cambogia e della Thailandia hanno deciso di incontrarsi al più presto per discutere sullo sconfinamento delle truppe tailandesi in territorio cambogiano: da ieri infatti circa 200 soldati della Thailandia stazionano in una pagoda ad appena 200 metri dall’antico tempio indù di Preah Vihear, eletto la settimana scorsa dall’Unesco “patrimonio dell’umanità”. Il luogo dell’incontro sarà deciso da Bangkok. Lo riferisce l’agenzia cinese Xinhua citando fonti ufficiali cambogiane.
“Vogliamo stabilizzare la situazione. Le truppe tailandesi dovranno tornare al loro posto”, ha detto in conferenza stampa il ministro dell’Informazione e portavoce del governo cambogiano, Khieu Kanharith.
Tutto è iniziato ieri quando tre manifestanti tailandesi sono stati arrestati per aver superato i confini e raggiunto il tempio conteso dai due paesi da ormai un secolo. Le truppe tailandesi hanno sconfinato per raggiungere i tre e si sono installati nella pagoda vicino al tempio. I manifestanti sono stati arrestati dai cambogiani e subito dopo rilasciati.
Circa 380 soldati cambogiani si sono posizionati di fianco alla pagoda, chiamata Wat Preah Sat, e hanno dormito dentro la stessa insieme ai soldati tailandesi, i quali dimostrano comportamenti tutt’altro che offensivi: hanno infatti offerto cibo ai monaci cambogiani della pagoda. Il ministro dell’informazione cambogiano è sicuro che la situazione si risolverà nel modo più pacifico. “Abbiamo fermato le truppe tailandesi dal proseguire. Ma non sono invasori, si sono solo sbagliati sulla mappa”. Loro ritengono che la pagoda stia nel loro territorio, mentre la Cambogia ritiene che sia sul suo, ha affermato il ministro cambogiano.
Con una sentenza del 15 giugno 1962 la Corte di giustizia internazionale ha cercato di risolvere la questione stabilendo che il tempio Preah Vihear si trova in territorio cambogiano ma Bangkok non ha mai accolto questa soluzione. La decisione dell’Unesco, il 7 luglio scorso, di riconoscere il monumento “patrimonio dell’umanità” ha rinfocolato l’antica disputa.
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