AL VIA PONTE AEREO PER 1100 ITALIANI
Parte il ponte aereo per consentire – entro quattro o cinque giorni – il rimpatrio degli oltre 1100 italiani bloccati in Thailandia, dove prosegue l’assedio dei manifestanti anti-governativi ai due aeroporti della capitale Bangkok.
Ad accollarsi le spese dei voli speciali approntati sara’ il governo che, ha annunciato oggi il ministro degli Esteri Franco Frattini, ha deciso ”in via eccezionale” di intervenire direttamente per sbloccare una situazione che appare ancora ”molto complicata”.
Ma sara’ probabilmente l’ultima volta: presto infatti, forse gia’ con un emendamento al decreto Alitalia, verra’ istituito ”un fondo pubblico di garanzia” per finanziare il rimpatrio di turisti o altri connazionali rimasti bloccati all’estero per situazioni di emergenza ”imprevedibili” e non coperte da assicurazioni.
IL PONTE AEREO. Gia’ stasera il primo volo charter dell’Alitalia e’ partito per la Thailandia. Mentre per il 3 dicembre, su iniziativa dell’ambasciata italiana a Bangkok, e’ previsto un volo di linea Thai per Fiumicino. A completare le operazioni di rimpatrio saranno voli messi a disposizione dalla compagnia aerea emiratina Etihad e, ha aggiunto Frattini, da ”altre compagnie italiane”, che hanno garantito la loro disponibilita’ ”tra oggi e i prossimi due giorni”.
Tutti gli aerei – dovrebbero essere complessivamente quattro o cinque – si serviranno dell’aeroporto di Utaphao, 150 chilometri circa a sud-est di Bangkok, ”operativo anche se straordinariamente sovraccarico”. Al momento comunque la situazione per gli italiani – cosi’ come per le altre decine di migliaia di turisti bloccati nel paese asiatico – e’ ‘’sicura” e ”non ci sono pericoli”. Per il loro rientro sara’ rispettato il criterio ”cronologico”: i primi ad essere rimpatriati saranno quindi i connazionali che aspettano da piu’ tempo. ”Nei prossimi giorni – ha assicurato Frattini – contiamo di riportare tutti a casa”.
IL FONDO DI GARANZIA. Ancora per questa volta sara’ il governo, come detto, a pagare. Ma per fronteggiare emergenze di questo genere che non hanno copertura assicurativa per i turisti e’ in programma la creazione di un fondo pubblico nazionale che sara’ finanziato probabilmente con un piccolo incremento delle tasse aeroportuali (circa cinquanta centesimi per passeggero). Si pensa di inserire un emendamento in questo senso gia’ nel decreto Alitalia in discussione in Parlamento. Se non sara’ possibile, ha assicurato comunque Frattini, si trovera’ in tempi brevi un’altra formula.
FARNESINA SCONSIGLIA VIAGGI IN THAILANDIA. Nella conferenza stampa di oggi al ministero assieme al capo dell’Unita’ di Crisi Fabrizio Romano, Frattini ha sottolineato la decisione della Farnesina di ‘’sconsigliare” per il momento viaggi nel Paese asiatico. La misura ”non e’ a tempo indeterminato”, ha puntualizzato il ministro, e sara’ rimossa non appena le condizioni in Thailandia si saranno normalizzate in modo da non pesare eccessivamente sugli operatori turistici, che si faranno carico del rimborso o del rinvio dei biglietti acquistati dagli italiani per questi giorni.
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