Archive for February, 2009

Vinci e guarda la finale della UEFA Champions League dalla Thailandia

vuoi seguire la finale della UEFA Champions League 2009 da una spiaggia tropicale? Un pizzico di conoscenza calcistica ed un sacco di entusiasmo sono sufficienti per aspirare ad un’esperienza fuori dal comune. Cosa aspetti? Partecipa online a Star Final, costruisci la tua zattera e salpa per la Thailandia!

Attenzione: Per giocare hai tempo solo fino al 29 aprile 2009.

clicca qui per giocare!

Fly 2gether!

Scoprite i vantaggi di volare insieme con le nuove tariffe in Royal First Class e Royal Silk Class da Roma Fiumicino e Milano Malpensa

Con la nuova promozione ‘Fly 2gether‘, viaggiando insieme nelle esclusive Royal First o Royal Silk Class da Roma Fiumicino e Milano Malpensa, il secondo passeggero paga la meta’ delle gia’ convenienti tariffe riservate ai passeggeri THAI.

Approfittate di questa opportunita’ per scoprire il comfort ed i privilegi che contraddistinguono le classi Premium di THAI. La promozione e’ valida per partenze dal 1 Gennaio al 31 Marzo 2009 (con ritorno entro il 30 Aprile 2009) con emissione dei biglietti dal 15 Dicembre 2008 al 31 Marzo 2009: prenotate online o contattate la vostra Agenzia di Viaggi di fiducia.

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China Airlines presente alla BIT 2009

Padiglione 2, Stand 33

Anche quest’anno, China Airlines, prima Compagnia Aerea di Taiwan, sarà presente alla BIT insieme all’Ente del Turismo di Taiwan, con cui conferma il proprio rapporto di collaborazione, consolidato ormai da anni per varie attività di promozione portate avanti con progetti congiunti.

China Airlines, con le sue 3 frequenze settimanali da Roma (martedì, giovedì e domenica) effettua volo diretto non-stop a Bangkok e proseguimento per Taipei, da cui una fitta rete di collegamenti della Compagnia raggiunge tutto il Sud-Est Asiatico e l’Australia. Con China Airlines per esempio si arriva in Giappone, nelle Filippine, in Micronesia e persino in Cina Continentale, che raggiungiamo in varie destinazioni, servite da Taipei con voli quasi giornalieri.

I nostri voli dall’Italia sono operati con aeromobili Airbus A340 di ultimissima generazione e offrono un servizio a bordo di altissima qualità con comode poltrone e schermo individuale anche in classe economica, un vasto programma di intrattenimento che include anche 2 film in lingua italiana e la possibilità di scelta preventiva del menu, in base alle proprie esigenze alimentari.

La nostra business class, denominata Dynasty Supreme Class, si distingue per l’eccellente servizio elargito, per l’ampia scelta di piatti e vini di qualità e persino per la possibilità di godersi un vero cappuccino italiano. All’Aeroporto di Fiumicino, i passeggeri business di China Airlines, hanno a disposizione una sala dedicata all’interno del ristorante “Piazza di Spagna”, fruibile per un pasto prima dell’imbarco.

Grande attenzione è rivolta dal nostro servizio commerciale ai viaggi incentive e di gruppo, nonché alla stipula di accordi commerciali con Agenzie di Viaggio e Tour Operator.

Al momento la Compagnia offre interessantissime tariffe promozionali per varie destinazioni, valide fino al 31 Marzo (classe business) e 30 Aprile (classe economica).
Vi aspettiamo alla BIT per qualsiasi informazione. Padiglione 2, Stand 33.
Roberta Graziani

Responsabile Marketing/PR/Ufficio Stampa

CHINA AIRLINES ITALIA

www.china-airlines.it

Bangkok Airways: in flotta il nuovo A319

Mr. Prasert Prasarttong-Osoth, ceo di Bangkok Airways, ha accolto all’aeroporto Suvarnabhumi di Bangkok l’ultimo Airbus 319 della compagnia denominato “Luang Prabang”. Il volo da Amburgo è stato pilotato dal presidente della compagnia, Puttipong Prasarttong-Osoth. Bangkok Airways è progressivamente arrivata alla consegna del ventesimo aeromobile, la cui configurazione è di 12 posti Blue Ribbon class (la business class di Bangkok Airways) e 108 posti di economy class. Il velivolo servirà le rotte fra Bangkok-Phnom Penh, Bangkok-Hiroshima, Bangkok-Maldive e Samui-Singapore e Samui-Hong Kong. Al momento, la flotta Bangkok Airways è composta da 20 aeromobili: nove ATR 72, due Boeing 717-200, tre Airbus 320, e cinque Airbus 319.

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Ong Bak 2 al Far East Film 11

C’era una volta Ong Bak – Nato per combattere, il film di arti marziali che conquistò la Thailandia, uscì in tutto il mondo, fece innamorare perdutamente Luc Besson (lo distribuì, con grande successo, nelle sale francesi) e stregò anche gli spettatori italiani. Da allora, nei festival e in tutti i circuiti internazionali, non si parlò altro che del suo attesissimo ritorno. E quel momento è arrivato: Ong Bak 2, diretto e interpretato da Tony Jaa (e presentato a Bangkok, l’8 dicembre scorso, di fronte a Sua Maestà il Re di Thailandia) sarà uno dei sensazionali eventi di Far East Film 11.
Al grido di Real fight is back!, dunque, l’edizione 2009 scalda i motori e innesca ufficialmente il countdown: appuntamento a Udine, tra la sede storica del Teatro Nuovo e gli spazi del Visionario, dal 24 aprile al 2 maggio. Un appuntamento che, con la anteprima europea dell’attesissimo cult movie e un focus di altri quatro titoli, vedrà il grande festival udinese documentare l’ultimo esplosivo fenomeno del cinema popolare made in Asia: il Thai Action.

Il cinema thailandese di arti marziali è tornato alla ribalta negli ultimi cinque anni perché ha ereditato, sviluppandola e amplificandola, tutta l’audacia pionieristica del kung fu hongkonghese anni ‘70 e ‘80 (pensiamo a Bruce Lee e Jackie Chan). Ha ereditato, cioè, l’arte di tenersi lontano dagli effetti speciali, o dall’onnipresente computer graphic, basando i film su acrobazie reali messe in campo con una creatività così spregiudicata da rasentare autentiche soglie di rischio per gli interpreti! La spettacolare saga di Ong Bak, quindi, e l’altrettanto spettacolare Chocolate (con “una Jackie Chan in versione femminile”, incluso, a sua volta, nell’ampio programma del FEFF 11) hanno catturato l’attenzione di milioni di spettatori, affascinati (appunto) da un iper-realismo duro e puro, senza compromessi.
Diretto e interpretato, come detto, dal leggendario Tony Jaa, Ong Bak 2 trasuda fisicità ed è sovraccarico di combattimenti, dal primo all’ultimo minuto: davvero memorabili la scena di lotta sul dorso di dieci elefanti (con tanto di finale acrobatico sulle zanne) e la sequenza di combattimento con le armi antiche, talmente all’insegna della velocità (ma anche della grazia) da mettere a dura prova l’occhio umano! Per la realizzazione del film ci sono voluti più di due anni: le riprese sono iniziate in Thailandia nell’ottobre 2006 all’interno di un set faraonico e utilizzando alcune delle più note località turistiche del Paese.

Punto d’osservazione strategico, unico ed esclusivo, sulle industrie e le nuove tendenze del cinema popolare asiatico, il grande festival del Centro Espressioni Cinematografiche compie undici anni di vita e si presenta oggi come il più importante appuntamento occidentale dedicato al lontano est (Cina, Hong Kong, Corea del Sud, Giappone, Thailandia, Indonesia, Filippine, Singapore e Taiwan). Nell’arco di nove giorni, con proiezioni che vanno dalla mattina a notte fonda, Far East Film è una vera e propria festa del cinema, pensata e organizzata con un appassionato spirito di sperimentazione al servizio di una visione il più possibile complessiva e rappresentativa.
Tra presente e passato, l’edizione 2009 metterà in rilievo le novità, i trend, gli autori, i maestri di ieri, le scoperte e le rivelazioni che quest’area geografica – a livello mondiale tra le più vivaci e creative – ha prodotto. Una ricca sezione di film-chiave, impreziosita da una serie di incontri tematici pomeridiani, ne ripercorreranno storicamente le tappe raccontando le storie, esplorando l’evoluzione dei mercati e del pubblico e soprattutto portando a Udine le personalità più illustri che da oltre dieci anni il festival ha indagato, presentato e mostrato con intenso entusiasmo e dedizione.
Più di sessanta film, la maggior parte in anteprima per l’Occidente, retrospettive, focus, incontri, il tutto in una sede magica e allo stesso tempo informale come il Teatro Nuovo e il Visionario che lo affianca per un Gran Galà di star e personalità, di capolavori e scoperte.

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L’Amazing Thailand Roadshow fa tappa a Milano

Il 9 marzo incontro con 37 rappresentanti dell’industria turistica. 

La Thailandia ha scelto Milano per promuovere la propria offerta turistica. Il prossimo 9 marzo 37 rappresentanti dell’industria turistica thailandese, di cui 2 tour operator inbound e 35 tra boutique e up level hotel provenienti dalle località più conosciute del Paese, tra Phuket (7), Koh Samui (10), Bangkok (7) presenteranno la loro offerta ai nuovi clienti del mercato italiano nel corso dell’Amazing Thailand Roadshow.
“L’appuntamento si preannuncia come il più imponente roadshow sulla Thailandia tenutosi negli ultimi 5 anni – sottolinea Wiyada Srirangkul, direttrice Italia dell’Ente Nazionale per il Turismo Thailandese – e costituirà un evento di grande respiro per la presentazione dell’offerta turistica della Thailandia nella sua globalità. Inoltre agli operatori thailandesi di rafforzare il rapporto con il mercato italiano, tra i principali destinatari delle operazioni di espansione della Thailandia”.

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Più di 100 gli italiani «curati» in Thailandia

Un gigante biotech cinese offre a Bangkok trattamenti a base di staminali estratte dal cordone ombelicale

 
«Disperati, abbiamo voluto provare la strada delle cellule staminali. Siamo arrivati a Bangkok il primo aprile 2008 e nostro figlio è stato sottoposto ad un trattamento di sei iniezioni di cellule staminali cordonali. Al nostro ritorno in Italia, il 5 maggio, abbiamo riscontrato diversi cambiamenti: il bimbo ha un tono muscolare più rilassato, ha più appetito, riposa di più (e anche noi di conseguenza) e poi reagisce molto di più alle luci e riesce a vedere le ombre: prima aveva gli occhi fissi ed ora segue i movimenti di chi gli sta intorno in un raggio di tre metri. Siamo stupefatti. Ora siamo in attesa di altri cambiamenti che gli possano in futuro far vivere una vita normale». Alessandro e Michela, di Sassari, sono i genitori di Kevin, 2 anni, nato con tetraparesi spastica e ipoplasia del nervo ottico (non vedente, quindi). Da quando è nato ha subito quattro interventi: reni, cuore, tumore benigno alla vescica, ricostruzione dell’organo genitale. Poi Bangkok. Ora i genitori sperano. Ma Kevin non è il solo. Malati di sclerosi laterale amiotrofica (Sla), giovani con la sclerosi multipla, bambini con l’atrofia midollare, ventenni sulla sedia a rotelle per un trauma alla colonna vertebrale. Oltre cento gli italiani trattati, per lo più nel 2008, con le staminali da cordone ombelicale cinesi nell’ospedale di Bangkok, in Thailandia.

Guariti? Per ora migliorati. Così come Razvan Iordache, ventenne rumeno, tetraplegico dopo un brutto tuffo in acqua: osso del collo rotto. Ora muove la parte alta del tronco, mangia da solo, respira. La tv rumena ha raccontato la sua storia, un miliardario ha creato una fondazione e già circa 120 rumeni si sono curati a Bangkok. Ma anche 150 americani. E francesi, tedeschi, olandesi. In tutto quattromila trattati, tremila cinesi, i pazienti ricorsi all’infusione di cellule staminali da cordone ombelicale.

A Bangkok, dove la cinese Beike ospita chi viene a curarsi da altri paesi, in Cina per i locali. Ricovero di circa un mese con riabilitazione. 6.000 euro tutto incluso. Le malattie trattate? L’elenco diffuso dal gigante biotech cinese Beike comprende: Alzheimer, atassia (spinocerebellare e di Friedreich), traumi cerebrali nei bambini e a certe condizioni negli adulti, paralisi cerebrali, sclerosi multipla (Sm), distrofia muscolare di Duchenne, traumi spinali, atrofia muscolare spinale (Sma), tetraparesi spastica, sclerosi laterale amiotrofica all’esordio (Sla), il piede diabetico, l’ischemia degli arti inferiori. E patologie oftalmiche: il trattamento dell’ipoplasia del nervo ottico e la retinite pigmentosa. Aggiunge Andrea Mazzoleni, della Beike Europe, sede in Svizzera: «Anche le lesioni traumatiche al nervo ottico sono affrontabili, a patto che il nervo sia ancora collegato all’occhio e al cervello». La banca di cellule staminali più grande al mondo è a Taizhou, provincia di Jiangsu. E’ della Shenzhen Beike Biotechnology, fornisce cellule staminali per trattamenti medici ad almeno venti centri ospedalieri. Si è partiti con la banca di staminali da cordone ombelicale, dalla placenta, dalla membrana amniotica, dal midollo osseo. In futuro produrrà anche cellule staminali pluripotenti indotte (Ips), derivate dalla «riprogrammazione» di cellule adulte. Senza toccare gli embrioni.

La Repubblica popolare cinese si sente leader e non vuole errori: ha ordinato ai manager di applicare gli stessi standard della Aabb, l’American association of blood banks (Associazione delle banche americane del sangue), per evitare rischi da malattie trasmissibili. Rigidi anche nell’accettare i pazienti, nonostante il business. Selezione severa. Molti scienziati occidentali sono però scettici: «Le staminali cordonali non sono capaci di generare cellule di altri tessuti in misura significativa. I benefici? Transitori. Probabilmente dovuti a fattori, rilasciati dalle cellule trapiantate, in grado di ridurre l’infiammazione e di aiutare la sopravvivenza delle cellule malate. Che però difficilmente saranno sostituite ». Replicano dalla Beike: «Le cellule staminali comunicano con quelle del paziente mediante segnali chimici, scambiandosi informazioni e istruzioni. E sono proprio questi messaggi a dire alla staminale quando attivarsi e che cosa diventare. Identificare le istruzioni è uno degli obiettivi della ricerca. Solo così si potranno ottenere in vitro tessuti per il trapianto o, addirittura, arrivare a sfruttare queste molecole per stimolare nel paziente la crescita controllata di un organo danneggiato». A gennaio perfino Nature si è accorta della Beike, analizzando il considerevole numero di pazienti trattati con apparenti buoni risultati. Duecento le richieste al mese, rifiutate nel 60 per cento dei casi. E il costo? Non è alto? Risponde Mazzoleni: «In una recente statistica pubblicata da Cittadinanzattiva viene indicato un costo medio per trapianto di cellule staminali di 6.000 euro. È quanto si paga in Germania, con le staminali adulte infuse in ambulatorio senza ricovero. Alla stessa cifra per la Beike c’è circa un mese di degenza in clinica per due persone, la riabilitazione, l’agopuntura, l’assistenza medica, gli esami effettuati, le terapie somministrate e i trapianti di cellule staminali a 10-15 milioni per volta». E, in alcuni casi, c’è stato anche il rimborso dal sistema sanitario italiano: come cure specialistiche all’estero. La superbanca La Beike biotechology ha in Cina la banca di cellule staminali più grande del mondo Lo scetticismo Secondo molti scienziati questi trapianti possono dare un beneficio soltanto transitorio L’ospedale di Hangzhou Della Beike è specializzato nella cura dei bambini Razvan Iordache Il ragazzo rumeno tetraplegico che sembra migliorato dopo l’infusione di cellule del cordone «cinesi»

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