THAILANDIA: ANNULLATO IL DISCORSO DEL RE, “E’ MALATO”
Niente tradizionale discorso annuale del Re di Thailandia, Sua Maestà Bhumibol Adulyadej: l’autorevole monarca, il cui intervento era particolarmente atteso sulla scia della profonda crisi politico-istituzionale che il Paese asiatico sta tuttora attraversando, e’ “leggermente” indisposto. Lo ha reso noto il principe della Corona ed erede al trono, Maha Vajiralongkorn, che ha preso la parola al suo posto. La sorella, la principessa Maha Chakri Sirindhorn, ha quindi precisato che il padre “ha mal di gola e soffre di carenza di appetito”. E’ un appuntamento fisso, quello con il Re, che precede sempre il compleanno di quest’ultimo: domani il monarca thailandese, amatissimo in patria e considerato fattore fondamentale di coesione nazionale, compira’ 81 anni; e tutti si attendevano da lui un segnale sulla via da seguire per ritrovare la stabilita’. Del resto, un intervento di Sua Maestà Bhumibol era stato invocato a gran voce nei giorni scorsi dagli stessi dimostranti dell’opposizione, e avrebbe potuto contribuire al superamento dell’emergenza. La situazione dei trasporti, bloccati per giorni dalle proteste di piazza, va frattanto normalizzandosi. L’aeroporto internazionale di Suvarnabhumi a Bangkok tornera’ a funzionare a pieno regime domani mattina alle 11 ora locale, le 5 in Italia: lo hanno riferito i responsabili dello scalo, che hanno peraltro invitato le autorita’ dell’Aviazione Internazionale a effettuare accurati esami prima della totale riapertura. Anche l’aeroporto di Don Mueang, riservato ai voli interni, ha ripreso a operare. Un appello ad aumentare il livello di sorveglianza e le garanzie di sicurezza degli scali thailandesi e’ arrivato nel frattempo dagli ambasciatori di Unione Europea, Stati Uniti, Australia, Canada, Giappone, Corea del Sud e Nuova Zelanda, che in una dichiarazione congiunta sottolineano di aver accolto con favore la notizia del ritorno in attivita’ degli aeroporti, puntualizzando tuttavia quanto sia stato “deplorevole e altamente inappropriato” il fatto che i manifestanti siano riusciti a cingere d’assedio i complessi sia di Suvarnabhumi sia di Don Mueang. I rappresentanti diplomatici chiedono quindi nella nota che, da adesso in poi, aumentino i controlli. Lunedi’ prossimo il Parlamento thailandese dovra’ votare sulla nomina del nuovo premier che sostituira’ Somchai Wongsawat, interdetto dalla Corte Costituzionale per cinque anni da ogni attivita’ politica per frode elettorale. La destituzione di Somchai e lo scioglimento del suo Ppp, il Partito del Popolo, erano stati salutati come una vittoria dalle forze di opposizione, che avevano cosi’ annunciato la fine delle manifestazioni di protesta e la liberazione degli aeroporti piu’ importanti del Paese. (AGI)
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