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Costa raddoppia la capacità per le crociere in Oriente

Costa Classica è approdata in Oriente per affiancare la Costa Allegra nelle crociere in partenza da Singapore, Hong Kong, Shanghai e Tianjin. La nave si è posizionata in Asia dopo essere stata a Dubai per tutto l’inverno realizzando crociere di 7 giorni nel Golfo Arabico; la prima crociera prevede un itinerario di 14 giorni diretto in Thailandia, Vietnam, Cina e Hong Kong. Per tutto il 2009 Costa Classica salperà da Singapore e dai porti cinesi di Hong Kong, Shanghai eTianjin, alternando itinerari lunghi e brevi; gli itinerari lunghi, di 14 e 15 giorni, toccheranno Giappone, Taiwan, Corea del Sud, Thailandia, Cina e Vietnam. Gli itinerari brevi, dai 4 ai 6 giorni, faranno scalo in alcune località come Okinawa, Kagoshima, Nagasaki, Fukuoka e Cheju. Dall’inizio delle operazioni in Oriente, nel luglio 2006, ad oggi, hanno viaggiato con Costa Crociere in Asia circa 100mila ospiti, oltre la metà dei quali cinesi

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Forte scossa di terremoto in Cina

Una forte scossa di terremoto di magnitudo 7,8 gradi della scala Richter ha colpito il Sichuan, nel sud-est della Cina, ed è stata avvertita da Pechino a Shanghai, Taiwan, Hanoi, fino anche alla capitale thailandese Bangkok, dove gli edifici hanno continuato a tremare per diversi minuti. Lo ha comunicato l’istituito geosismico statunitense (Usgs).

La scossa è stata localizzata a 92 chilometri a nord-ovest di Chengdu, ma è stata avvertita con forza anche a molti chilometri di distanza: a Pechino la gente si è riversata per le strade, fuggendo dagli edifici che tremavano. Al momento non risultano danni alla diga delle tre gole.

Secondo l’istituto geosismico americano si tratta della scossa più forte dopo quella di magnitudo 7,9 che colpì l’Indonesia nel settembre dello scorso anno.

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Lo sviluppo del Grande Mekong corre sulle nuove strade

LIVORNO. I dirigenti dei 6 Paesi della sub-regione del Grande Mekong (Gms) hanno firmato nella capitale del Laos il “Piano di azione di Ventiane” per lo sviluppo del Gms per gli anni 2008-2012, sottolineando i progressi già raggiunti nel campo dei trasporti e dell’energia in una sub-regione che comprende Stati con circa un miliardo e mezzo di abitanti.

Nella dichiarazione congiunta del terzo summit i primi ministri del Gms hanno promesso di accelerare la costruzione e il miglioramento delle linee direttrici del Gms e di estenderne la rete basandola sempre più su legami multipli, ad iniziare dalla ferrovia che collegherà Singapore alla città cinese di Kunming.

La dichiarazione prevede anche la messa in opera di un mercato stabile dell’energia, sostenibile ed efficiente, nel Grande Mekong.

I primi ministri di Cina, Cambogia, Laos, Myanmar, Thailandia e Vietnam hanno partecipato anche all’inaugurazione della Route 3 del corridoio economico nord-sud del Gms (Nsec), che dovrebbe fornire vantaggi ed opportunità commerciali ed accessi ai servizi sociali.

La strada Kunming-Chiang Khong del Nsec (Route 3 in Laos), collega la provincia cinese dello Yunnan al nord della Thailandia, attraverso il Laos, ed è l’ultima parte della strada che collega Pechino a Singapore.

La Route 3, lunga 220 km, attraversa 94 villaggi e città del Laos ed è stata finanziata con 97 milioni di dollari da Cina, Thailandia e Banca asiatica per lo sviluppo, che il primo ministro del Laos, Bouasone Bouphavanh, ha ringraziato calorosamente.

La strada apre così definitivamente il misterioso Paese comunista, fino ad oggi uno dei più appartati del mondo, alla globalizzazione made in China e l’asse di penetrazione è il più classico: una strada che congiunge i due Paesi più sviluppati dell’area: Cina e Thailandia, attraversando il cuore verde del più povero: il Laos.

I primi ministri del Gms hanno anche fatto da padrini all’avvio del progetto Superhighway e sottoscritto un protocollo di intesa sul commercio dell’energia transfrontaliera nella regione ed un accordo sullo sviluppo sostenibile ed equilibrato del corridoio economico nord-sud del Gms, intesa anche sulle linee strategiche per i collegamenti economici all’interno della sub-regione.

La stampa cinese ha dato grandissimo rilievo al summit di Ventiane perché evidenzia la sempre più forte influenza della Cina nell’intero sud-est asiatico e perché questa era (significativamente) la prima visita all’estero, dopo la sua rielezione a marzo, del primo ministro Wen Jiabao. Una visita che, visti i partecipanti ed il Paese ospitante, non è certo stata disturbata da fastidiose proteste e richieste di maggiore democrazia in Cina, ad iniziare dal Tibet.

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