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Thailandia: accordi alla Conferenza sui cambiamenti climatici di Bangkok

Nuovi propositi ed accordi per metter in atto un nuovo impegno mondiale sulla riduzione dei gas serra si sono fissati all’incontro di Bangkok, il primo dopo la tredicesima Conferenza mondiale sui cambiamenti climatici avvenuta a Bali lo scorso dicembre.

I delegati di oltre 160 paesi riuniti a Bangkok in Thailandia, hanno approvato un programma che prevede tre sessioni di negoziati per il 2008 su argomenti che spaziano dalla deforestazione al finanziamento della lotta ai cambiamenti climatici.
I delegati hanno approvato una prima dichiarazione secondo la quale i firmatari del Protocollo di Kyoto dovranno esaminare la possibilità di limitare o ridurre le emissioni di navi ed aerei, industria altamente inquinante.

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CLIMA: BANGKOK, ACCORDO SU ‘ROAD MAP’ PER POST KYOTO 2009

A Bangkok primo passo verso il dopo-Kyoto: i 163 Paesi riuniti nella Conferenza sui cambiamenti climatici, iniziata lunedi’ in Thailandia, si sono trovati d’accordo sulla definizione di un piano di lavoro e negoziale che consenta di arrivare alla firma di un nuovo protocollo per la fine del 2009. Dopo l’esito fallimentare della Conferenza di Bali del dicembre scorso, la cinque giorni di Bangkok organizzata dalle Nazioni Unite segna un passo in avanti nella lotta contro i cambiamenti climatici. Nel piano sono previste tre sessioni entro il 2008, dedicate a temi come la deforestazione, i fondi per la lotta contro il surriscaldamento globale e – la proposta del Giappone, avanzata a Bangkok – l’imposizione di standard al settore dell’industria. Per il 2009 sono in agenda altre quattro sessioni di lavoro.

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CLIMA/ CONFERENZA ONU BANGKOK, UE: AEREI E NAVI TAGLINO EMISSIONI

angkok, 4 apr. (Ap) – Anche la riduzione dell’inquinamento prodotto da navi e aerei potrebbe essere presa in considerazione dalle nazioni che hanno aderito al Protocollo di Kyoto. Sarà presa in esame la proposta avanzata ieri dalla Norvegia e dall’Unione Europea che, durante la conferenza sul clima organizzata dalle Nazioni Unite a Bangkok, hanno chiesto di paragonare l’inquinamento di questi settori a quello proveniente da industrie e aziende agricole. Le emissioni prodotte dai mezzi di trasporto sono solo uno dei temi su cui stanno discutendo i 163 paesi riuniti in Thailandia per decidere cosa comprenderà il nuovo trattato sui cambiamenti climatici. Il Protocollo di Kyoto scadrà infatti nel 2012. Contrarie all’inserimento della norma proposta dalla Ue nel prossimo trattato sul clima, sono la Thailandia e altri paesi che temono di danneggiare in questo modo l’economia delle proprie nazioni. La Cina e Australia ritengono invece che il problema del taglio delle emissioni di navi e aerei sia già stato preso in considerazioni dalle associazioni di competenza, come l’Organizzazione dell’aviazione civile (Icao) o l’Organizzazione internazionale marittima Onu (Imo).

L’inquinamento di navi ed aerei rappresenta dal 5 all’8% delle emissioni globali ma i governi europei sono sicuri che crescerà notevolmente entro il 2020. L’Europa preme affinché si arrivi a un accordo globale sulla riduzione dei cosiddetti gas serra, come l’anidride carbonica (CO2), responsabili del surriscaldamento terrestre. La Ue spera di ridurre le proprie emissioni del 50% entro il 2020, pur sapendo che ciò costerà all’economia europea miliardi di euro. Una somma che sarà però inferiore rispetto all’impatto finanziario che avrà nel tempo il cambiamento climatico sul pianeta.

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