Tag Archives: Myanmar

Thai Airways in offerta speciale da Roma e Milano

Thai Airways celebra i suoi primi 50 anni con speciali tariffe valide per partenze dal 18 gennaio al 31 marzo 2010 (ultima data di rientro 30 aprile 2010): sarà possibile ad esempio volare in Thailandia a partire da 546 euro, in Myanmar da 640 euro, in Vietnam da 650 euro o a Bali da 721 euro. Tutte le tariffe si intendono andata e ritorno in classe economica con voli diretti da Roma Fiumicino o Milano Malpensa per Bangkok e possibilità di avvicinamento da altri aeroporti italiani, e sono comprensive di tasse e supplementi (che possono subire variazioni dovute al cambio). Per prenotare ed emettere i biglietti le agenzie di viaggio hanno tempo fino al 27 febbraio 2010.

Gli agenti possono visualizzare la normativa completa all’indirizzo www.thaiair.it nell’area a loro riservata.

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Anche Bangkok Airways riduce la fuel surcharge

Bangkok Airways ha deciso di ridurre la fuel surcharge sui voli internazionali e nazionali a seguito della diminuzione del prezzo del carburante a livello mondiale e per promuovere il turismo. La tassa per il voli internazionali fra Thailandia e Cambogia, Laos, Myanmar, Vietnam passa da 25 a 15 dollari, mentre per i voli da Bangkok a Macao si riduce da 30 a 25 dollari; da Bangkok a Xi’an è ridotta a 45 dollari per tratta (contro i 60 dollari precedenti), da Bangkok a Guilin è ridotta a 30 dollari per tratta (da 40), da Bangkok alle Maldive passa da 90 a 45 dollari per tratta e da Bangkok al Giappone è ridotta a 45 (dai 95 precedenti) per tratta. Sono state applicate riduzioni anche per le tasse sui voli domestici

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BUSH ARRIVATO A BANGKOK

Bangkok, 6 ago – Il presidente statunitense, George W. Bush, partito dalla Corea del Sud, e’ arrivato a Bangkok dove incontrera’ per pranzo il premier thailandese, Samak Sundaravej.

Il leader americano, prima di partire alla volta di Pechino, terra’ un incontro con un gruppo di dissidenti in esilio del Myanmar e esporra’ un discorso sulle relazioni Asia-Usa.

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BIRMANIA: INCENDIO IN AMBASCIATA A BANGKOK, RITARDI PER VISTI

Bangkok, 26 mag. – Un incendio ha semi-distrutto l’ambasciata del Myanmar a Bangkok, una palazzina di due piani situata nel cuore della capitale thailandese. Il rogo, divampato prima dell’alba per ragioni ancora da accertare, ha devastato il secondo piano dell’edificio, dove si trovano gli uffici dei diplomatici e del personale amministrativo, estendendosi poi anche al piano-terra. Non ci sono stati feriti, ma i danni materiali sono ingenti. Lo hanno riferito fonti della polizia locale, che hanno peraltro escluso attentati o atti di sabotaggio.
L’episodio ha suscitato allarme tra gli operatori delle organizzazioni umanitarie estere, governative o no, giacche’ rischia di far slittare ulteriormente l’espletamento delle pratiche per la concessione dei visti ai soccorritori che dovrebbero partecipare alle operazioni di assistenza a favore delle popolazioni colpite dal ciclone Nargis, dal quale il 2 maggio scorso fu devastata l’ex Birmania: la maggior parte di loro sono ancora in attesa del via libera malgrado la promessa formulata venerdi’ al segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, dal generale Than Shwe, leader della giunta militare birmana, di autorizzare d’ora in poi l’ingresso nel Paese asiatico di “tutti” gli addetti stranieri. L’ambasciata birmana aveva fatto sapere che i propri funzionari in Thailandia avrebbero cominciato da domani a riesaminare la questione, per decidere poi da quando sarebbe ripresa l’attivita’ dell’ufficio visti: una lentezza esasperante, che rischia adesso di essere aggravata dalla concreta impossibilita’ di riprendere rapidamente il lavoro nella legazione andata a fuoco.

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Lo sviluppo del Grande Mekong corre sulle nuove strade

LIVORNO. I dirigenti dei 6 Paesi della sub-regione del Grande Mekong (Gms) hanno firmato nella capitale del Laos il “Piano di azione di Ventiane” per lo sviluppo del Gms per gli anni 2008-2012, sottolineando i progressi già raggiunti nel campo dei trasporti e dell’energia in una sub-regione che comprende Stati con circa un miliardo e mezzo di abitanti.

Nella dichiarazione congiunta del terzo summit i primi ministri del Gms hanno promesso di accelerare la costruzione e il miglioramento delle linee direttrici del Gms e di estenderne la rete basandola sempre più su legami multipli, ad iniziare dalla ferrovia che collegherà Singapore alla città cinese di Kunming.

La dichiarazione prevede anche la messa in opera di un mercato stabile dell’energia, sostenibile ed efficiente, nel Grande Mekong.

I primi ministri di Cina, Cambogia, Laos, Myanmar, Thailandia e Vietnam hanno partecipato anche all’inaugurazione della Route 3 del corridoio economico nord-sud del Gms (Nsec), che dovrebbe fornire vantaggi ed opportunità commerciali ed accessi ai servizi sociali.

La strada Kunming-Chiang Khong del Nsec (Route 3 in Laos), collega la provincia cinese dello Yunnan al nord della Thailandia, attraverso il Laos, ed è l’ultima parte della strada che collega Pechino a Singapore.

La Route 3, lunga 220 km, attraversa 94 villaggi e città del Laos ed è stata finanziata con 97 milioni di dollari da Cina, Thailandia e Banca asiatica per lo sviluppo, che il primo ministro del Laos, Bouasone Bouphavanh, ha ringraziato calorosamente.

La strada apre così definitivamente il misterioso Paese comunista, fino ad oggi uno dei più appartati del mondo, alla globalizzazione made in China e l’asse di penetrazione è il più classico: una strada che congiunge i due Paesi più sviluppati dell’area: Cina e Thailandia, attraversando il cuore verde del più povero: il Laos.

I primi ministri del Gms hanno anche fatto da padrini all’avvio del progetto Superhighway e sottoscritto un protocollo di intesa sul commercio dell’energia transfrontaliera nella regione ed un accordo sullo sviluppo sostenibile ed equilibrato del corridoio economico nord-sud del Gms, intesa anche sulle linee strategiche per i collegamenti economici all’interno della sub-regione.

La stampa cinese ha dato grandissimo rilievo al summit di Ventiane perché evidenzia la sempre più forte influenza della Cina nell’intero sud-est asiatico e perché questa era (significativamente) la prima visita all’estero, dopo la sua rielezione a marzo, del primo ministro Wen Jiabao. Una visita che, visti i partecipanti ed il Paese ospitante, non è certo stata disturbata da fastidiose proteste e richieste di maggiore democrazia in Cina, ad iniziare dal Tibet.

tratto da qui

Il balzo del Laos nella crescita turistica dell’Asia-Pacifico

La Pacific Asia Travel Association rende note le statistiche sui flussi turistici nella regione. La Cambogia registra un incremento del 17,7% e raggiunge 1,87 milioni di visitatori. Di 16 punti percentuali, invece, la crescita del Vietnam, mentre il Laos dichiara un aumento del 36,5% nei primi dieci mesi dell’anno, grazie soprattutto al boom dell’ecoturismo nel Paese. La Thailandia registra un totale di 11,57 milioni di turisti nel periodo gennaio-ottobre. Unica eccezione il Myanmar, che a causa dei disordini sociali ha visto un saldo negativo delle presenze del 6%

tratto da http://www.ttgitalia.com

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