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Foreign investors still optimistic about Pattaya

Tuesday, June 10th, 2008

The Thai Government is currently taking steps to reassure foreign investors, one of Thailand‘s biggest money earners, that the present wave of political protests is a short term affair and isn‘t indicative of long-term instability.

Apparently, Foreign Minister Noppadon Pattama thought it necessary to reassure the British business community, in particular via the UK‘s Foreign Minister, David Miliband, that all was essentially well in the Land of Smiles and what discontent there was was merely a symptom of the democratic process.

Everybody here understands that street protests are normal in any democratic country and they don‘t have to hurt government stability,” Noppadon said in a press briefing in London on June 3, 2008.

Mr. Noppadon’s attempt to reassure both foreign investors and potential tourists was apparently in response to a recent report that Asian tourists in particular are shying away from Thailand because of the political protests, Malaysia and Indonesia, apparently issuing travel warnings to their citizens contemplating Thai holidays. Highly respected Thai commentator, Prawase Wasi, also warned that the Thai poltico-economic conflicts were discouraging investment and tourism and proposed the establishment of a national government as a solution.

All this popular mass protest recently witnessed in the streets of Bangkok, doesn’t seem to have radically affected Russian and Scandinavian investors, particularly in Pattaya, however. In 2007, 889,656 Russians visited Pattaya, up 84 per cent from 2006, making them the leading market for the resort. According to Raimon Land’s CEO, Nigel Cornick’s recent edition of the definitive property guide “Why invest…… Pattaya”, the Russians and Scandinavians have now displaced the Brits and Germans as the main property investors in Pattaya, which is particularly good news for developers in this fair city. And although the Russians have been coming here for the past 10 years, it’s only in the past two that they have started to buy up Pattaya properties. Last year, according to Raimon Land, Russian property purchases accounted for 22 per cent, (USD 7.7 million) of condominium sales in their upmarket developments Northshore, The Lofts, Southshore and Northpoint.

The Russians, however, not exactly being super-linguists as any Pattaya-Jomtien baht-bus passenger can readily attest, do tend to place their trust in their own language speakers, which is why recently so many Pattaya Real estate agents have begun to recruit Russian speakers, as a glimpse at the classified Jobs Offered sections of the local media will confirm. Although some longer term Russian Pattaya residents have begun placing their children in the local international schools where learning English is far cheaper than back in Russia.

One new trend, however, won’t gladden the hearts of the established Pattaya real estate agencies, however, that of the recent setting up of real estate agencies by authentic Russians, many of whom have direct links with the lucrative CIS tourist group market. Uriy Segal, the Russian president of Russian House, a newly set-up Pattaya property agency, stated “I think this year (2008), Russians will account for 40 per cent of property sales in Pattaya.” Segal also commented that compared to Moscow, property prices in Pattaya are a bargain.

Although there is a growing trend for Russians to open their own real estate agencies, their local Western brethren can still count on substantial Russian custom, however, as can be vouched for by the likes of Raimon Land, CB Richard Ellis and Siam Best Enterprises.’ ultra prestigious, Ocean 1 Tower. Russians, apparently, love to boast of their purchases back home and ownership in Siam Best Enterprises.’ ultra prestigious, Ocean 1 Tower, as SE Asia’s potentially tallest building comes top of the list.

For most Pattaya real estate agencies however, the Scandinavian local investor market is much less lucrative. Although there is a prediction by Colliers International of a huge incipient surge from Nordic RSH (retired and second home) investors, with Pattaya investments estimated at Bt1550 billion (2008-9), local real estate agents can expect to see little of this as the Swedish and Norwegian market in Pattaya is effectively sewn by up savvy Scandinavian developers who often sell Pattaya properties to their compatriots even before they come to what is now termed the Asian Riviera or mini-Bangkok, i.e. Pattaya.

– Pattaya Daily News 2008-06-06

here the source

Camminata virtuale tra le soi di Pattaya

Saturday, May 3rd, 2008

Pattaya Photo Guide

Sul forum Alla_Thailandia ho trovato questo link fantastico: www.pattayaphotoguide.com

E’ un sito che tramite google map ti permette di camminare tra le soi (le vie) di Pattaya e di vedere intorno a 360° tramite delle fotografie dove ti trovi.

Puoi posizionare l’omino dove vuoi, le vie fotografate hanno una linea di puntini blu ed a ogni puntino corrisponde una foto a 360°.

Non so dire a che distanza siano esattamente, ma molto ravvicinati, quindi il dettaglio delle soi fotografate è molto alto.

Sembra quasi di camminare a Pattaya e un pizzico di nostalgia sale…

Riccardo Neri, dalla Rivazza alla Thailandia

Friday, March 21st, 2008

Un “imolian” che molti conoscono per aver degustato i suoi famosi “crostini alla toscana” quando era titolare di un ristorante sulla Montanara o quando gestiva l’Osteria della Rivazza: qui, oltre a buoni piatti, tanto cabaret e musica di qualità, concerti bandistici ed esibizioni di artisti che poi sono diventati abituali frequentatori di concerti a Imola. Qualcuno ricorderà il concerto del coro “Rosalpina” di Bolzano alla “Rivazza”. Un imolian “scovato” grazie ad un fortuito incontro con un sito che ci ha incuriositi (www.valentinopattaya.com), per poi scoprire che il titolare del “Valentino Italian Thai Restaurant di Pattaya, Thailand” è un imolese, Riccardo Neri. Pattaya è sul mare, nella costa est della Thailandia.
m.ad.m.

«Oggi 57enne, a 10 studiavo clarinetto, a 12 mi han regalato una chitarra e dopo le medie ho iniziato a fare il musicista come professione. La casa di “Gino K “, papà di Claudio (meglio conosciuto a Imola come “Gallina”) è stata la culla musicale per noi ragazzini di quegli anni. Ancora oggi quando vengo a Imola e passo davanti al bar “Otello” mi viene spontaneo guardare in su, verso quella finestra da dove a qualsiasi ora usciva il suono della Hawayana o della Fender del “vecchio Gino”. Forse a qualcuno che mi leggerà e sa di cosa parlo verrà un po di di magone. Un articolo su di me? Ci sarebbe materiale per un bel librone. Dunque, musicista fino ai 25 anni, poi bar Gastone: negli anni in cui a Imola bar Parigi e bar Gastone erano i due locali di tendenza. In quel periodo è finito il mio matrimonio, ho venduto il bar e sono partito per il sud America. Era il mese di dicembre del ’78 e per un anno ho frullato tra Brasile e isole caraibiche e prima di ritornare in Italia sono stato in Perù. A Cuzco ho conosciuto la donna da cui ho avuto i miei due figli. Ho aperto ristoranti a Cuzco e a Lima; quello che ancor oggi è considerato uno dei migliori ristoranti italiani in Perù l’ho creato io, si chiama “La trattoria”.
Sono tornato poi a Imola, ma l’ultimo periodo imolese è stato negativo quanto a gratificazione e profitti, mi ha procurato solo amarezze. Un grazie, oltre agli amici-clienti che mi han sostenuto, lo devo a Stefano Mirri e Stefania Cani. Certo, se uno non fa mai niente è normale che non sbagli, e in una cittadina dove uno starnuto può diventare una polmonite, cantare fuori dal coro non passa inosservato e può creare molti amici, ma anche molti nemici. Anche qui ho intenzione di far musica dal vivo, sto studiando come la cosa potrebbe essere accolta dalla clientela. Tornerò a Imola? Può essere, ma di certo non riaprirei neanche un banchetto di lupini. Cosa mi manca di Imola? Mara - la mia compagna - e i miei figli. Mi chiedete della Thailandia: potrei dire che dove finisce la logica inizia la Thailandia, è il paese delle contraddizioni, con regole e abitudini molto difficili da assimilare per noi occidentali. Lo chiamano “il paese del sorriso” e in effetti non esiste altro posto al mondo dove vedi tanti volti sorridenti come in questo. Il sorriso può essere malizioso, di cortesia, nervoso, d’imbarazzo, a volte anche ipocrita e velenoso. Non esiste la pornografia ed è punita molto severamente, così come le storie di droga. C’è un pudore tra i rapporti che rasenta l’asetticità, non si vedono scene di effusioni in pubblico. La vita costa un quarto rispetto all’Italia e offre servizi e vantaggi tripli a livello di servizi sociali (ma sono a pagamento). Forse qualcuno non sarà d’accordo sul mio modo di vedere la Thailandia, specie chi da retta ai servizi delle “Jene” e alle leggende metropolitane. Nei posti bisogna viverci e poi documentarsi.
Problemi di comunicazione non ne ho, forse qualche volta di comprensione, ma parlo varie lingue e ora mi sto addentrando anche nella lingua Thai: se ascolti la conversazione tra due thai sembra di sentire l’audio dei cartoni animati di una volta!
Questo è un paese altamente turistico e mondialmente frequentato dalle più svariate etnie, la cucina è internazionale, quindi anche quella del mio ristorante, il Valentino. In questa mia nuova scommessa oltre a tagliatelle e tortellini offro la locale cucina thai. Non è facile fare apprezzare la nostra cucina a chi non ha un palato allenato: Pizza Company, Pizza Hut, Canyon Cafè, Starbucks sono catene americane che qui commercializzano i prodotti italiani, tanto famosi quanto poco gradevoli, al punto che il “vero” caffè espresso o la “nostra” pizza non piacciono alla gente. I miei connazionali? Al contrario di tutti gli altri popoli credo che siamo molto individualisti e non facciamo gruppo, ci inseriamo con facilità in altre strutture sociali, anche con differenti culture, ma ognuno pensa al suo orticello: forse sarà per questo motivo che ha successo la pizza “americana”. Mi fermo qui, anche perché non vorrei farvi pentire di avermi contattato. Carina e originale questa idea di rintracciare gli imolesi in giro per il mondo! Ci sono altri imolesi da queste parti, ve li troverò. Una volta si partiva per cercar lavoro, spesso da paesini poveri che non offrivano niente, valigia di cartone e via… a cercar fortuna. Adesso, chi parte lasciando l’Italia lo fa per togliersi di dosso tutta quella marmellata di “benessere” che si traduce in stress: non è un caso che ci sia più gente del nord che va via di questi tempi. Dovrebbe esserci più spazio per chi rimane, invece no. Sempre più stipati e compressi. Il vantaggio è che con un po’ di fantasia chi resta può illudersi di stare in Oriente o in una casba araba senza viaggiare, basta andare nel quartiere giusto! Gli emigranti di una volta tornavano dopo anni con i soldi, ora è più difficile, c’è gente che perde delle fortune in investimenti disastrosi e torna a casa più rovinato di prima. Ma non lo si viene a sapere facilmente: il giocatore parla quando vince, ma non quando perde. Sono sempre meno i paesi dove noi emancipati possiamo far la voce grossa e quindi o investi gran soldi con i conseguenti rischi o ti adatti a quel che viene. Penso a volte che siamo noi il terzo mondo (o che lo stiamo diventando).
Riccardo
www.valentinopattaya.com

tratto da http://www.nuovodiario.com

TENNIS/ WTA PATTAYA, I RISULTATI DI OGGI

Wednesday, February 6th, 2008

Al secondo turno la tedesca Kerber e l’americana Craybas

06-02-2008 13:52

Pattaya (Tha), 6 feb. (Ap) - I risultati di oggi del torneo Wta di Pattaya, in Thailandia, giocato su superficie veloce e dotato di un montepremi di 115mila euro (teste di serie tra parentesi).

Singolare, primo turno:

Ekaterina Bychkova (Rus) batte Yaroslava Shvedova (6, Rus) 3-6, 7-6 (4), 6-3. Olga Poutchek (Rus) batte Alla Kudryavtseva (Rus) 6-2, 6-3. Akgul Amanmuradova (Uzb) batte Barbora Zahlavova Strycova (Cze) 6-3, 6-2. Jill Craybas (7, Usa) batte Olga Savchuk (Ucr) 6-1, 6-1. Renata Voracova (Cze) batte Melinda Czink (Ung) 6-3, 6-1. Tamarine Tanasugarn (Tha) batte Anastasia Rodionova (Rus) 6-2, 6-1. Angelique Kerber (5, Ger) batte Yuan Meng (Cin) 6-3, 7-5. Lilia Osterloh (Usa) batte Zhang Shuai (Cin) 7-5, 6-2.

tratto da http://notizie.sport.alice.it

Estonian man dies following attack on Walking Street

Tuesday, January 22nd, 2008

PATTAYA: — A disturbing incident occurred on Walking Street in the early hours of Sunday Morning which was initially dealt with by the Tourist Police based on the street. Three men from Estonia made a complaint at the Tourist Police Mobile Unit regarding a confrontation with three Thai Men in Soi 15. It is thought the men were being ushered into a Show Bar but decided at the last minute that they did not want to go.
The Thai men became angry and a fight ensued. The men were told to make their way to Pattaya Police Station to make a report, however they decided to take matters into their own hands and went back to confront the Thai men. It is thought that more than 15 men set-upon the three Estonian Men.

One managed to run away, a second was hit over the head with a steal pole and a third man was stabbed in the leg with a broken bottle. A major artery in his leg was severed and he was rushed to Hospital. Later on Sunday he died from the injury according to medical staff at the Pattaya Memorial Hospital.

The incident, which is now a murder investigation, occurred only meters away from the Tourist Police Unit and is now being investigated by Pattaya Police and the Tourist Police as the hunt for the attackers continues. We understand that as of Monday Afternoon, no arrests had been made in connection with the attack.

taken from http://www.thaivisa.com