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Thailandia, premier interdetto per 5 anni Riprendono i voli passeggeri da Bangkok

BANGKOK – Dopo quasi quattro mesi di disordini, in Thailandia la Corte costituzionale ha azzerato l’esecutivo del Paese: interdetto dall’attività politica il premier Somchai Wongsawat per cinque anni. Sciolti i due principali partiti di governo – il Ppp di Somchai, il maggiore del Paese, e il Chart Thai, secondo partito della coalizione di governo – riconosciuti colpevoli di brogli elettorali nelle elezioni del dicembre 2007.

Il Paese nel caos. Era dallo scorso agosto che migliaia di militanti della coalizione di opposizione Alleanza del popolo per la democrazia (Pad) esigevano lo scioglimento del governo di Somchai. Dopo aver assediato per mesi i palazzi del governo, i manifestanti nei giorni scorsi avevano occupato anche i principali aeroporti del Paese, bloccando fra gli altri migliaia di turisti stranieri tra cui molti italiani.

Ripresi i voli passeggeri. La notizia della destituzione del premier e dello scioglimento dei due partiti maggiori della coalizione goverativa, è stata accolta con soddisfazione dei manifestanti che hanno annunciato di aver raggiunto un accordo con le autorità aeroportuali per consentire una ripresa del traffico passeggeri all’aeroporto internazionale di Bangkok dopo che i voli cargo hanno già ripreso ad atterrare e decollare regolarmente.

“Accetto: ho fatto del mio meglio”. “E’ stata una decisione inattesa – ha detto il premier thailandese destituito Somchai Wongsawat – ma è una decisione che accetto. Il mio compito è finito. Ora sono di nuovo un cittadino. Nel passato ho fatto del mio meglio, non per me stesso ma per il Paese”.

Presto un nuovo partito. Il provvedimento emesso dalla Corte Costituzionale non implica necessariamente che si terranno elezioni anticipate, perché molti dei leader del Ppp non colpiti dall’interdizione hanno già annunciato la formazione di un nuovo partito, il Puea Thai. “Ci iscriveremo tutti a un nuovo partito e puntiamo a eleggere un nuovo primo ministro l’8 dicembre”, ha detto un portavoce del Ppp dopo la sentenza della corte.

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1 killed, 22 injured in bomb attack at Don Mueang

An assailant fired a grenade into the inbound passenger terminal building of the Don Mueang Airport early Tuesday, killing one protester and injuring 22 others.
Five of them were severely injured in the attack at 00:15 am Tuesday morning.
Guards of The People’s Alliance for Democracy said they saw an attack on the Don Mueang Tollway who sped off in a vehicle to the direction of Rangsit area after the attack.
The explosion caused turmoil inside the terminal where protesters were sleeping. They woke up and ran in panic.
Protesters and PAD guards said the grenade, believed to be an M79, pieced broke a glass window pane of the terminal and exploded inside the terminal.
Two injured protesters were rushed to the General Hospital, 7 to Bhumibhol Hospital and 14 to Mongkut Watana Hospital.
Ronnachai Chaisri, 29, from Songkhla province’s Sabayoi district, died on his way to the Bhumiphol hospital.
Three severely-injured protesters at the Bhumiphol are Prasong Kongprasutr, 55, Somsak Chaisuwan 46 and Wijai Wijan, 43. They were hit by bomb shrapnel on their abdomen and received urgent surgeries to save their life.
Two injured protesters at the Central General are in critical condition. They are Phanchawee Suphatpong, 66, and Piyachart Daengpuangpaibul, 30. Phanchawee was hit at her headd while Piyachart at his knee.
Kriangkrai Piayu, a guard from Nakhon Sawan, said he saw a man walking on the Don Mueang Tollway when he heard the explosion.
The man then sped off in a vehicle.
“The attacker is very inhumane to attack the innocent people. He should have attacked us, guards, instead,” Kriangkrai said.
A protester said he saw a flash of light from the direction of the tollway and a window pane was smashed and then the explosion followed.
The attack came after the PAD deserted and ended its occupation of the Government House for security reasons, saying it would be safer for protesters to rally at the Don Mueang and Suvarnabhumi airports.

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Un morto e 10 feriti tra i sostenitori dell’opposizione a Bangkok, che chiedono alla Gran Bretagna di estradare l’ex premier Thaksin

Due bombe, migliaia di attivisti dell’opposizione che circondano l’ambasciata britannica, sostenitori del governo pronti anch’essi a scendere in piazza, l’esercito e il re che assistono in silenzio. La pentola a pressione che è diventata la Thailandia negli ultimi mesi oggi ha emesso pericolosi fischi. A due mesi dall’inizio delle contestazioni antigovernative, il Paese continua a vivere un momento di grande incertezza, e le divisioni politiche tra la popolazione aumentano.

Nello spazio di poche ore, oggi a Bangkok sono esplosi due ordigni e una persona è stata uccisa a colpi d’arma da fuoco. Alle prime ore dell’alba, una granata è stata lanciata da una motocicletta contro un gruppo di attivisti dell’opposizione che sorvegliava l’accesso alla sede del governo, occupata dal 26 agosto dai dimostranti: dieci persone sono rimaste ferite, due delle quali in modo grave. Poco dopo, un passante accorso sul luogo dell’esplosione è stato freddato da un colpo partito non si sa da dove. In un altro episodio, un ordigno è stato gettato contro la casa di un giudice della Corte costituzionale, che la settimana scorsa ha condannato l’ex primo ministro Thaksin Shinawatra a due anni di reclusione, per aver abusato del suo potere aiutando la moglie a comprare una casa a prezzo di favore. Qualche ora dopo, la protesta degli oppositori si è diretta contro l’ambasciata britannica a Bangkok, per chiedere l’estradizione dell’ex premier. Che è in autoesilio a Londra, ma per l’opposizione continua a muovere i fili della politica thailandese grazie anche a suo cognato Somchai Wongsawat, primo ministro da un mese e mezzo.

Le probabilità che Londra estradi Thaksin sono però minime. Il reato per cui cui il magnate dei media diventato politico è stato condannato non rientra negli accordi di estradizione tra i due Paesi. Thaksin, inoltre, sostiene che in patria riceverebbe un processo politico e senza garanzie di giustizia: difficile che il governo di Gordon Brown lo consegni a Bangkok date queste premesse. E’ per questo che neanche gli analisti intravedono una rapida soluzione allo stallo. La sede del governo è ancora nelle mani degli oppositori, il premier lavora da un aeroporto dismesso, l’esercito osserva da lontano, il venerato re Bhumibol non ha ancora proferito parola sulla situazione. Ma la situazione rischia di degenerare, e nel frattempo il governo ha spostato a Chiang Mai, la seconda città della Thailandia, il prossimo summit dell’organizzazione dei Paesi del sud-est asiatico (Asean). A Bangkok, la sede originaria del vertice, non era possibile garantire la sicurezza.

Intanto, le due parti si guardano sempre più in cagnesco. Gli oppositori dell’Alleanza del popolo per la democrazia (Pad), una coalizione tra la media borghesia e gli ambienti militari-monarchici della capitale, guardano gli elettori pro-Thaksin dall’alto in basso: dato che il sostegno all’ex premier e ora al Partito del potere del popolo (Ppp) viene perlopiù dalle aree rurali e più povere, gli attivisti del Pad considerano i rivali quasi indegni di votare, e propongono un sistema elettorale che dia più peso ai rappresentanti dell’elite. Dall’altra parte, sta aumentando il risentimento dei simpatizzanti di Thaksin, molti dei quali hanno beneficiato delle politiche di sviluppo e di prestiti agevolati messe in atto dall’ex premier che gli altri tanto disprezzano. La granata lanciata oggi contro i sostenitori del Pad, per quanto non sia stata rivendicata, dà l’idea di cosa potrebbe succedere se i due gruppi iniziassero a scontrarsi davvero. E per il weekend, intanto, a Bangkok è prevista una dimostrazione del campo pro-Thaksin.

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Rumours spread Samak will announce resignation Thursday morning

Rumours had it throughout the day that Prime Minister Samak Sundaravej was granted an audience with His Majesty the King to inform His Majesty of his intention to resign.

The rumours said Samak had booked time slot of Radio Thailand at 7:30 am to announce his resignation.

The Nation

Il premier: lo stato d’emergenza non durerà molto

Bangkok, 2 set. (Ap) – Il primo ministro thailandese ha assicurato che non ha avrà lunga durata lo stato d’emergenza nel paese, dal premier proclamato dopo che i disordini dei manifestanti politici nelle strade della capitale hanno causato l’uccisione di una persona.

Lo stato d’emergenza è stato proclamato dal primo ministro thailandese Samak Sundaravej nella capitale dopo che gli scontri avvenuti durante la notte tra oppositori e sostenitori del governo hanno causato la morte di un uomo e decine di feriti.

L’annuncio della proclamazione dello stato d’emergenza è stato trasmesso oggi da tutte le emittenti televisive alle 7 del mattino, ora locale. Al generale Anupong Paochinda, comandante in capo dell’esercito, è stato conferito l’incarico di mettere fine ai disordini a Bangkok. Lo stato d’emergenza sospende alcune libertà civili e consente l’uso della forza militare per controllare l’ordine nella città.

Le violenze sono scoppiate quando i sostenitori del governo hanno raggiunto gli uffici del primo ministro, occupati dal 26 agosto da sostenitori dell’Alleanza del popolo per la democrazia, fedeli al re Bhumibol Adulyadej, che chiedono le dimissioni di Samak.

I sostenitori del governo hanno rotto il cordone della polizia e raggiunto i membri dell’Alleanza: i due gruppi si sono affrontati con mazze e bastoni, ma c’erano anche persone armate. Fonti ospedaliere hanno riferito che l’uomo deceduto aveva numerose ferite gravi alla testa; quattro manifestanti sono in gravi condizioni, due dei quali con ferite da arma da fuoco.

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State Of Emergency Announced In Bangkok, SAMAK TO HAVE ABSOLUTE CONTROL

State of emergency announced in Bangkok

PM to have absolute control; PAD to go on protesting despite state of emergency; more people join protest at Government House, pro-goverment protesters dispersse

BANGKOK: — Prime Minister Samak Sundaravej Tuesday announced the state of emergency in Bangkok following a clash between the pro and anti-government supporters early in the morning.

Reasoning that some groups of people caused disturbances in Bangkok that affect the peace and security, Samak announced the enforcement of the Emergency Decree on Public Administration in Emergency Situations in Bangkok.

The prime minister’s order also appointed the army chief to be in charge of enforcing the emergency decree in Bangkok.

Thai PBS said the PM’s order would exempt the enforcement paragraph 1 of Article 9 which prohibit people from leaving their houses, meaning peole can still go t work.

The station said the announcement would prohibit gathering of more than five people.

But the state of emerency authorises the authorities to evict people from any place or prohibit them from enteirng a place.

The state of emergency also prohibits news publicity in a way that terrifies the public.

The state of emergency also allows the authorities to detain suspects for seven days and would prohibit people from making illegal entries into government offices.

Pro-government protesters dispersesd soon after learning about the the emerency situation announcement.

But the leaders of the People’s Alliance for Democracy said the protest would continue at Government House.

Thai PBS reporter reported from the scene that more people came out to join the rally Tuesday morning.

Democrat Party MP Sathit Wongnongtoey said the state of emergency would allow the prime minister to have absolute control.

Sathit said it seemed that the government foresaw the violence and state of emergency. He said the prime minster and People Power MPs indicated the violence would take place when they spoke during a debate on the political crisis Sunday night.

– The Nation 2008-08-02

 

September 02, 2008 10:24am (8:24am Thailand)

THAILAND’S Prime Minister Samak Sundaravej declared a state of emergency in Bangkok today, state radio announced, hours after clashes between opponents and supporters of his government left one dead.

Embattled Prime Minister Samak Sundaravej, who has faced mounting calls for his resignation, appointed the powerful army commander General Anupong Paojinda as chief of a special team tasked with enforcing the emergency decree.

Bangkok’s police chief and the capital’s regional army commander have been appointed his deputies.

Under the emergency decree, gatherings of more than five people in Bangkok are banned.

“By invoking this emergency decree, (General) Anupong can ban people from entering any specific place and can evacuate people from any specific place,” the announcement said.

Thai police called in army reinforcements early Tuesday as thousands of pro-and anti-government protesters clashed in the capital, leaving one dead and dozens injured, officials and local media said.

Thai television showed protesters wearing helmets and carrying batons running though the streets, fighting with each other and throwing rocks, as people lay bleeding on the street.

The violence took place not far from the site where about 15,000 demonstrators have been besieging the main government compound for a week, demanding that Mr Samak step down.

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Thailandia, mandato d’arresto per i leader dell’opposizione

Si aggrava e si complica la situazione in Thailandia dove il gruppo d’opposizione Alleanza popolare per la democrazia (Pad) è sceso ieri in piazza con migliaia di manifestanti per chiedere le dimissioni del premier Samak Sundaravej, primo ministro da gennaio, accusato di essere un semplice prestanome nelle mani dell’ex primo ministro il i miliardario Thaksin Shinawatra, autoesiliatosi in Gran Bretagna per non rispondere delle accuse di corruzione. Sono stati attaccati e occupati anche gli uffici governativi e la sede della tv di stato.

In seguito a questo oggi Corte criminale di Bangkok ha emesso un mandato d’arresto con l’accusa di «tradimento» nei confronti di nove persone, tra cui cinque  leader dell’opposizione che fanno parte del gruppo di  manifestanti. I reati contestati sono: radimento, preparativi per commettere un atto di tradimento,  la riunione di più di dieci persone con obbiettivi illegali e il rifiuto di disperdersi.

Sundaravej  sostiene che il Pad vuole creare confusione per preparare la  strada a un «colpo di Stato». Intanto gli occupanti sono stati circodanti da duemila poliziotti. «Il ministro degli Interni ci ha ordinato di ristabilire l’ordine» ha dichiarato il portavoce della polizia, Surapol Thuantong, specificando che comunque gli agenti, in tenuta anti sommossa e armati di manganello e scudi, «non disperderanno la folla ma tenteranno un negoziato con i manifestanti». Durante la notte 15 manifestanti sono stati feriti  nel corso di tafferugli con la polizia.

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Nuovo golpe in vista?

E’ da mesi che si parla di un imminente nuovo golpe di stato, dopo quello irruento di un paio di anni fa che ha scalzato dalla sedia di primo ministro Thaksin Shinawatra.

Dopo il golpe indirono altre elezioni e vinse il partito di Samak Sundaravej, che non è altro che il delfino dell’ex primo ministro Shinawatra, che nel frattempo ha riparato in Inghilterra, essendo anche proprietario della squadra di calcio Manchester City.

Entrare nelle logiche in un paese straniero è sempre difficile e complicato, una parte della Thailandia ha votato Samak Sundaravej ben sapendo chi c’era dietro. La parte più povera della Thailandia, specialmente l’Isaan, non disdegna Thaksin e per quello ha votato il suo delfino.

E’ anche vero che dietro al golpe c’erano i militari (e non solo loro) e cacciare Thaksin dalla porta per rivederselo entrare dalla finestra non faccia piacere e sopratutto faccia perdere la faccia.

In tutto questo contesto e non solo (vedi la contesa del tempio con la Cambogia) si muove la politica della Thailandia.

Speriamo che si risolva nei migliori dei modi possibili, sperando in una maturazione della democrazia thailandese e non in un altro golpe.

Thailandia, manifestanti lealisti occupano Tv di Stato. Si teme nuovo golpe

Migliaia di dimostranti lealisti, molti dei quali armati, hanno occupato la sede della televesione di Stato e circondato i principali palazzi governativi della capitale, chiedendo le dimissioni del premier Samak Sundaravej, accusato di governare il Paese per contro dell’ex premier Thaksin Shinawatra, deposto due anni fa da un golpe militare incruento largamente sostenuto dalla popolazione. Altri manifestanti hanno bloccato le principali vie d’accesso a Bangkok.

Le proteste anti-Samak di questi giorni sono organizzate dall’Alleanza popolare per la democrazia (Pad), lo stesso movimento lealista che nel 2006 guidò le manifestazioni anti-Thaksin. I militari, sospettati di manovrare queste nuove proteste, hanno negato di voler intervenire nuovamente: ma proprio il non-intervento, in questo caso, potrebbe essere la strategia dei generali per aiutare implicitamente le forze anti-Samak.
Sondhi Limthongkul, co-leader della Pad, ha detto: “Oggi dichiariamo una lunga, lunga vacanza per il governo”. Samak Sundaravej, divenuto premier dopo che il suo partito (il Ppp) aveva vinto le libere elezioni dello scorso dicembre, è accusato di non voler preseguire i reati di corruzione a carico di Thaksin Shinawatra e di volerne preparare anzi il ritorno sulla scena politica.

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Thailandia: Samak presenta i principali punti della politica economica del governo

In particolare Samak ha promesso riduzioni delle tasse per i più poveri, assistenza sanitaria a basso costo, edilizia popolare e prestiti per le piccole e medie imprese

Il neoinsediato Primo Ministro Samak Sundaravej ha annunciato l’intenzione di reintrodurre una serie di politiche populiste, già adottate dall’amminisitrazione di Thaksin Shinawatra terminata con il colpo di stato del 2006. In particolare Samak ha promesso riduzioni delle tasse per i più poveri, assistenza sanitaria a basso costo, edilizia popolare e prestiti per le piccole e medie imprese.
Il programma prevede anche importanti investimenti nelle infrastrutture, tra cui l’aggiunta di nove linee nel sistema di trasporti di massa di Bangkok, l’ammodernamento della rete ferroviaria nazionale e l’ampliamento di porti e aeroporti. Particolare attenzione sarà rivolta ai contadini che beneficieranno della realizzazione di nuovi progetti di irrigazione, prestiti per le comunità rurali, aiuti per l’acquisto di macchine agricole e maggiore protezione contro i disastri naturali. Il Primo Ministro non ha reso noto il costo di questo programma poiché il governo ha da poco iniziato a lavorare sulla pianificazione finanziaria.

Samak ha messo in guardia il paese sul rischio che l’economia nazionale, incentrata sulle esportazioni, possa presto trovarsi ad attraversare un periodo gravi difficoltà a causa della imminente recessione degli Stati Uniti, il principale partner commerciale della Thailandia, e dell’inflazione globale dovuta al costante incremento del prezzo del petrolio. Il leader ha poi rassicurato i thailandesi dichiarando che l’obiettivo del governo è quello di creare un’economia bilanciata e immune a questi problemi, assicurando una crescita sostenibile e facendo in modo che gli invstitori locali e stranieri ritrovino fiducia nel paese.
Samak ha infine sollevato la necessità di una maggiore unità nazionale, ma ricalcare le politiche populiste del disciolto partito Thai Rak Thai, non è forse la via più indicata per riconquistare la fiducia della classe media che, convinta della corruzione di Thaksin Shinawatra, ne ha sostenuto la destituzione da parte dei militari.

tratto da http://www.university.it

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