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Scontro Thailandia-Cambogia, oggi incontro degli eserciti

PREAH VIHEAR, Cambogia (Reuters) – I comandanti degli eserciti tailandese e cambogiano si preparano oggi ad incontrarsi per discutere di un confine oggetto di disputa, dopo che ieri nel corso di uno scontro a fuoco due soldati cambogiani sono rimasti uccisi e 10 militari tailandesi sono stati catturati.
Centinaia di civili cambogiani hanno abbandonato l’area di confine dopo la battaglia di ieri, durata 40 minuti, come ha riferito un fotografo Reuters, mentre entrambe le parti radunavano mezzi corazzati e truppe nella zona del conflitto.
Parallelamente sono comunque proseguiti i preparativi per l’incontro vicino al quasi millenario tempio Preah Vihear, che da generazioni tiene vivo lo slancio nazionalista di entrambe le parti.
“E’ un buon segnale per iniziare a risolvere la disputa”, ha detto ieri il ministro degli Esteri cambogiano Hor Namhong ai giornalisti.
Thailandia e Cambogia si accusano vicendevolmente di aver dato inizio allo scontro a fuoco, il più grave in quattro mesi di scontri nei pressi dell’antico tempio proprio sul confine, dove sono stati catturati i dieci soldati tailandesi.
Il comandante regionale dell’esercito tailandese, Wiboonsak Neeparn, ha detto che l’incontro con la sua controparte cambogiana, il generale Chea Mon, si concentrerà sulla causa dello scontro e su come spegnere le tensioni.
Le tensioni sono salite a partire da luglio, quando 2.000 soldati sono stati schierati nella zona, che una decina d’anni fa era sotto il controllo di ciò che restava degli Khmer rossi, l’esercito guerrigliero dell’ex leader comunista della Cambogia, Pol Pot.
Al centro della contesa, uno spazio di circa 4,5 chilometri quadrati vicino al tempio, che secondo la Corte internazionale di Giustizia appartiene alla Cambogia, ma che la Thailandia rivendica.

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Cambogia-Thailandia: ultimatum a Bangkok per tempio conteso

Preah VihearLa Cambogia ha lanciato un ultimatum alla Thailandia, mettendola in guardia dai rischi di un “conflitto armato di grande ampiezza”, se, entro domani sera, le sue truppe non si ritireranno dalla zona del tempio di Preah Vihear, conteso tra i due paesi.

In dichiarazioni alla stampa il primo ministro cambogiano Hun Sen ha affermato di esigere il ritiro, entro martedì sera, di circa 80 soldati thailandesi penetrati nella zona contesa, e di averlo fatto presente al ministro degli esteri di Bangkok, M. Sompong Amornviwat, ricevuto oggi a Phnom Penh senza peraltro che si realizzasse alcuna apertura tra i due paesi.
“Se i militari thailandesi non si ritireranno questa notte, dovranno comunque farlo domani”, ha detto Hun Sen aggiungendo: “noi abbiamo provato ad essere pazienti, ma ho detto al ministro thailandese degli esteri che, se entro 24 ore non si ritireranno, trasformeremo tutta l’area in una zona di battaglia per la vita e la morte. Non permetteremo loro di occupare la nostra terra”.
Il tempio di Preah Vihear, vecchio di 900 anni, al confine tra i due Paesi, da decenni è rivendicato da entrambi, ma è stato assegnato alla Cambogia con una sentenza della Corte internazionale di giustizia nel 1962. Una decisione mai accettata dalla Thailandia.
Nell’agosto di quest’anno i due Paesi avevano trovato un accordo per il ritiro delle truppe dall’area. Il 3 ottobre si era però verificato uno scambio di colpi al confine tra soldati cambogiani e thailandesi, nella zona del tempio conteso, con un bilancio di tre militari feriti.

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